studi » Previsioni occupazionali delle imprese cuneesi per il 2010
- DATA: 30-07-2010
- ULTIMO AGGIORNAMENTO: 30-07-2010
La Camera di Commercio di Cuneo presenta i dati provinciali del Sistema informativo Excelsior, l’indagine sulle dinamiche occupazionali in ambito nazionale, regionale e provinciale, realizzata da Unioncamere e autorizzata dal Ministero del Lavoro, avvalendosi della collaborazione degli uffici studi e statistica delle Camere di Commercio. L'indagine Excelsior viene condotta annualmente su un campione di oltre 100mila aziende italiane per rilevare i programmi di assunzione delle imprese. La rilevazione, statisticamente significativa per tutti i settori economici, è in grado di fornire un quadro previsionale puntuale e aggiornato sul fabbisogno occupazionale delle imprese italiane e sulle principali caratteristiche delle figure professionali richieste (livello di istruzione, età, esperienza, difficoltà di reperimento, necessità di ulteriore formazione, ecc.), per tutte le regioni e le province.
A livello nazionale, i dati del Sistema Informativo Excelsior confermano per il 2010 una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari ad oltre -178 mila unità rispetto allo stock di fine 2009, con una corrispondente variazione in termini relativi pari a
-1,5%. Stesso andamento si conferma a livello regionale dove viene registrata una flessione di
-15.480 unità pari a -1,6%.
In provincia di Cuneo l’indagine, svolta su un campione di oltre 1.200 imprese appartenenti a diversi settori economici e tipologie dimensionali con almeno un addetto dipendente, rileva un saldo negativo di 1.570 unità pari a -1,3%. La quota di aziende cuneesi appartenenti al settore industriale e terziario che prevedono assunzioni si attesta al 22,8% (in aumento di circa un punto percentuale rispetto al 2009), superando le prospettive occupazionali sia a livello piemontese sia a livello nazionale (rispettivamente 17,6% e 18,6%).
“Il bilancio occupazionale previsto dall’indagine Excelsior 2010 per la provincia di Cuneo mantiene un saldo complessivo negativo, pur se attenuato rispetto alle previsioni formulate lo scorso anno che erano pari a -1,6% - commenta il presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello. Inoltre, analizzando la tipologia di contratti delle assunzioni previste dalle imprese cuneesi emerge, a differenza dell’andamento nazionale, una tenuta occupazione delle aziende fino a 9 dipendenti che manifestano l’intenzione di assumere con contratto a tempo indeterminato. Complessivamente i contratti aumenterebbero quasi del 18% rispetto al 2009, chiaro segnale della volontà delle nostre aziende di voler inserire nuovo personale nel proprio organico, in un’ottica di superamento della crisi economica per delineare nuove strategie di crescita e sviluppo delle strutture produttive”.
LE PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI DAL PUNTO DI VISTA DELLE IMPRESE CUNEESI
I dati a livello provinciale confermano anche per il 2010 un diffuso ridimensionamento dei programmi di assunzione delle imprese, come viene attestato dal numero di entrate previste pari a 8.690 (erano 9.780 nel 2009), mentre le uscite (per pensionamento o scadenza di contratto) tendono a diminuire, passando da 11.880 a 10.260, evidenziando andamenti diversi a seconda dei settori economici presi in considerazione.
Il saldo provinciale è leggermente migliorato rispetto allo scorso anno, passando da – 2.100 unità (pari a -1,6%) a -1.570 unità (pari a -1,3%), frutto di una diminuzione maggiore delle uscite rispetto alle entrate.
Il tasso di entrata si attesta attorno al 7,2% (era il 7,5% nel 2009), superando il tasso di entrata regionale (5,4%) e nazionale (7,0%).
Il tasso di uscita scende all’8,4% (era il 9,1% lo scorso anno).
LE VARIAZIONI OCCUPAZIONALI PER SETTORI DI ATTIVITÀ E DIMENSIONE AZIENDALE
Il settore industriale registra un saldo negativo -1,5% pari a -1.000 unità, con andamenti variabili a seconda dei diversi comparti.
La flessione della domanda di beni e servizi avrà un impatto occupazionale più evidente per le industrie chimiche, di estrazione e lavorazioni di minerali e metallurgia (-4,1%, pari a -450 unità) e per le aziende di fabbricazioni di prodotti in metallo (-3,7%, pari a -260 unità).
Il comparto delle costruzioni è passato dal -4,2% dello scorso anno all’attuale +1,5% (pari a 150 unità), segnale che evidenzia la progressiva ripresa di un settore che è stato molto penalizzato dalla crisi economica e dalle problematiche legate alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici.
Variazioni leggermente più contenute a livello % si registrano nel settore terziario (-1,0%) a cui corrispondono in valore assoluto –560 unità.
Il commercio al dettaglio e all’ingrosso rileva un saldo negativo di -1,9% (pari a -340 unità), deciso peggioramento rispetto allo scorso anno dove si evidenziava un certo equilibrio nelle assunzioni (-0,4%, pari a -70 unità).
Continua l’andamento negativo anche per i trasporti con un deciso -2,3% (pari a -150 unità).
Andamento positivo, invece, per il settore alberghiero e della ristorazione con un positivo 3,1% (pari a 160 unità). Si sottolinea che l’elaborazione provinciale dell’Indagine Excelsior non analizza il settore agricolo.
Mentre lo scorso anno erano in particolare le piccole imprese (da 1 a 9 dipendenti) a registrare un maggior calo delle assunzioni, nel 2010 si assiste ad un’inversione di tendenza. Infatti, sono soprattutto le imprese con 50 dipendenti e oltre a prevedere la più intensa contrazione occupazionale (-1,5% pari a 880 unità in meno).
Va tuttavia sottolineato che il saldo negativo deriva da un sensibile incremento nelle uscite previste (pari a 4.520 unità) a fronte di 3.630 entrate, che rappresentano comunque la componente maggiore delle assunzioni complessivamente previste dalle imprese cuneesi nel 2010.
LE TIPOLOGIE CONTRATTUALI DEL PERSONALE IN ENTRATA
L’analisi dei dati relativi alle tipologie contrattuali evidenzia che le assunzioni a tempo indeterminato si attestano al 26,5% per un valore numerico assoluto pari a circa 2.310 unità. Si registra un aumento del 17,86% delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto alle assunzioni previste nel 2009 (erano 1.950), segnale positivo della graduale ripresa delle aziende cuneesi a riassumere in un’ottica di lungo periodo.
Le assunzioni a tempo determinato rappresentano, invece, il 26,9% pari a 2.340 unità (-21,25% in meno rispetto all’anno precedente).
Per completare il quadro, le assunzioni a carattere tipicamente stagionale raggiungono le 3.180 unità, il 36,6% delle assunzioni totali (-28,5% rispetto al 2009).
I profili professionali richiesti dalle imprese
Pur in un contesto di generalizzato ridimensionamento in termini assoluti delle assunzioni previste per il 2010, si evidenzia una crescita della quota degli impiegati sul totale assunzioni che raggiungono il 9,5% (erano 6,9% nel 2009).
Viene registrato anche un lieve aumento della quota di professioni high skill, ossia dirigenti e impiegati con elevata specializzazione e professioni tecniche.
Diminuiscono le quote di professionisti commerciali e nei servizi che raggiungono quota 27,2%. Sostanzialmente stabile la richiesta di figure di operai specializzati e professioni tecniche.
I livelli di istruzione richiesti dalle imprese
Si mantiene costante il trend della richiesta di personale con un livello di istruzione universitario (10,3% delle assunzioni programmate) e cresce leggermente la domanda di personale in possesso di un livello di istruzione secondario e post-secondario (48,2% contro il 46,1% del 2009).
Scende di circa 5 punti percentuali la richiesta di personale con qualifica professionale (era 17,0% nel 2009).
Nonostante sia evidente un contesto di ridimensionamento in termini assoluti delle assunzioni previste per l’anno 2010, Excelsior mette in evidenza quelle che sono le figure professionali più ricercate nella nostra provincia, sia quelle maggiormente qualificate (ad esempio, tecnici dell’amministrazione e dell’organizzazione, addetti alla vendita al minuto, addetti alla ristorazione e ai pubblici esercizi) che quelle cosiddette low skill (tra cui spicca la richiesta di addetti ai servizi di pulizia e lavanderia, personale delle costruzioni e assimilati).
La percentuale delle assunzioni non stagionali, considerate di difficile reperimento è salita, infatti, dal 27,2% nel 2009 al 35% nel 2010. Da un’analisi più approfondita dei dati, risultano particolarmente ricercati titoli di studio a livello universitario dei seguenti indirizzi: ingegneria industriale, sanitario e paramedico, chimico–farmaceutico e psicologico.
Per quanto riguarda il livello secondario e post-secondario, mancano figure di indirizzo elettrotecnico.
È richiesta la qualifica di istruzione o formazione professionale principalmente per il comparto edile.
Questi dati evidenziano il gap che ancora separa la domanda e l’offerta di lavoro e devono essere di riflessione e di stimolo per quanti sono chiamati a programmare attività formative. Le imprese in questi anni hanno dimostrato di impegnarsi nel fronteggiare questo divario investendo nella formazione del personale assunto, anche in momenti di congiuntura economica poco favorevole: i dati provinciali riferiti ai corsi di formazione effettuati nel 2009 dalle imprese rivelano che 1 impresa su 3 ha qualificato i propri dipendenti (erano 26,8% nel 2009), in particolare nelle imprese con più di 50 addetti (70,2%).
I settori che si confermano i più orientati a formare il proprio personale sono: il credito, le assicurazioni e i servizi finanziari (85,3%) seguiti dai servizi alla persona (58,7%) e dalle industrie elettriche, elettroniche, ottiche e medicali (53,6%). A sua volta, anche i dipendenti che nel 2009 hanno partecipato a corsi di formazione effettuati dalla propria impresa sono aumentati
di 2 punti percentuali rispetto al 2008, raggiungendo quota 28%.
Merito dell’azione di sensibilizzazione e coinvolgimento del personale adottato dall’azienda.
Tra le principali competenze che le imprese considerano importanti per lo svolgimento delle professioni richieste si rileva la seguente classifica.
La preferenza del genere femminile
Delle 5.510 assunzioni non stagionali previste per il 2010, il 23,2% riguarda personale femminile (erano 30,2% nel 2009) ricercato in particolare nei settori del commercio al dettaglio e all’ingrosso e dei servizi, in particolare le attività di studi professionali, i servizi operativi.
Anche le assunzioni femminili a livello regionale e nazionale sono in diminuzioni e si attestano rispettivamente a 20,9% e 17,2%, valori inferiori rispetto a quello provinciale.
La domanda di immigrati
Si prevede un flusso in entrata di personale immigrato che potrebbe raggiungere al massimo le 1.040 unità, pari al 18,8% delle assunzioni totali (nel 2009 erano previste assunzioni pari a 1.200 unità, corrispondenti al 22,5% del totale).
Percentuali maggiori si registrano in Piemonte (20,8%) e a livello nazionale (19,2%).
Nella lettura di questi dati, si tenga conto che la domanda di lavoratori immigrati stimata da Excelsior non fa però riferimento alle esigenze manifestate dalle famiglie (badanti, collaboratrici familiari, ecc.) e dal settore agricolo.
Contratti atipici
L’indagine Excelsior presenta anche la proiezione nel 2010 sull’utilizzo dei contratti atipici.
Nel 2010 le imprese della provincia di Cuneo che hanno programmato l’utilizzo di lavoratori interinali e collaboratori a progetto si attesta rispettivamente al 4,6% e al 7,4%.
Per quanto riguarda i lavoratori interinali si contano 1.680 unità, particolarmente richiesti dalle grandi aziende appartenenti al comparto industriale chimico e nel settore delle public-utilities .
Le previsioni di collaboratori a progetto raggiungono quote maggiori delle grandi aziende, dove 1 impresa su 4 ne prevede l’assunzione.
Dei 2.000 collaboratori oltre la metà (53,9%), occuperà posizione di dirigenza o professione ad elevata specializzazione.
Cassa integrazione totale delle province piemontesi - confronto 2010/2009
Per completezza di informazione e per collocare le previsioni di assunzioni delle imprese nel contesto reale del mercato del lavoro, si conclude l’analisi dei dati Excelsior con uno sguardo al ricorso da parte delle aziende cuneesi alla Cassa Integrazione ordinaria ai primi quattro mesi del 2010 confrontato con il medesimo periodo dell’anno precedente.
Si sottolinea come i lavoratori collocati in cassa integrazione rientrino a tutti gli effetti tra i lavoratori occupati. Pertanto, pur essendo il ricorso alla CIG il più evidente indicatore dello stato di disagio del sistema industriale, soprattutto in relazione alla CIGO, tale disagio non può essere rilevato dall’indagine.
Fonte: Camera di Commercio di Cuneo
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