studi » Monza e Brianza: La ripresa tra prudenza ed incertezza
- DATA: 30-07-2010
- ULTIMO AGGIORNAMENTO: 30-07-2010
Il secondo trimestre del 2010 conferma il recupero delle imprese dell’industria manifatturiera brianzola, nonostante si riscontrino maggiori precauzioni sul versante congiunturale dove, nonostante la positiva variazione della produzione, si registra una sostanziale stabilità, che lascia intuire l’incertezza che ancora attraversa il sistema produttivo della Brianza. La variazione congiunturale della produzione industriale, raffrontata cioè al trimestre precedente, registra +0,8% ma è dal quadro tendenziale che arrivano le performance migliori: la variazione tendenziale del II trimestre 2010 (confrontata vale a dire con il II trimestre del 2009) registra +5,1%. Positivi anche i dati sul fatturato, anche se in leggero rallentamento rispetto al trimestre precedente: l’andamento della variazione congiunturale del fatturato totale, a prezzi correnti, destagionalizzato, si attesta a +1,1%; mentre dal punto di vista tendenziale la variazione del fatturato a prezzi correnti, corretta per i giorni lavorativi, assume un evidente valore positivo (+6,2%), dopo un 2009 segnato da variazioni di segno negativo. Segnali più incoraggianti arrivano dagli ordini: sia quelli interni che esteri registrano andamenti positivi: la variazione tendenziale degli ordini totali diventa positiva, passando da -0,4% del I trimestre 2010 a +7,5%. Tuttavia, le aspettative degli imprenditori brianzoli per il prossimo trimestre si fanno più caute: diminuisce, pur restando positivo, il saldo tra gli imprenditori che si aspettano un aumento e coloro che prevedono una diminuzione della produzione (da +15,5% a +8,6%), così come quello degli imprenditori che si aspettano un incremento della domanda, soprattutto di quella estera che passa da 21,5% al 15,1%. L’occupazione resta la variabile più critica, a causa del ritardo di adeguamento del mercato del lavoro rispetto all’andamento della produzione. Nel II trimestre del 2010 il saldo tra tasso di ingresso e tasso di uscita nel mondo del lavoro si attesta a +0,5%, dato che evidenzia in ogni caso l’assenza di dinamicità dell’occupazione e la situazione incerta del mercato del lavoro.
“Anche se i dati indicano il proseguimento verso la ripresa - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – il cammino per ritornare ai livelli precrisi è ancora incerto, come dimostra la preoccupazione manifestata dagli imprenditori della Brianza per il prossimo futuro, sia sul fronte della produzione che su quello della domanda. La cautela che contraddistingue questo momento deve essere superata attraverso degli interventi mirati e lungimiranti alle imprese, che possano in questo modo consolidare il dato di crescita produttiva. Un’attenzione particolare deve essere rivolta alle piccole e medie imprese, che costituiscono il nostro tessuto produttivo e che in questo momento hanno bisogno di maggiori rassicurazioni. Resta il fatto che i principali indicatori congiunturali sono positivi e devono essere di incoraggiamento per una costante crescita”.
“I dati del secondo trimestre – osserva il Presidente di Confindustria Monza e Brianza, Renato Cerioli – confermano il trend di recupero della produzione industriale e del fatturato rispetto al 2009, ma anche le preoccupazioni per una ripresa sempre più evidente nei numeri ma che ha un orizzonte focalizzato sul breve periodo. Il miglioramento del tasso di utilizzo degli impianti e l’andamento degli ordini, soprattutto di quelli che provengono dall’estero, permettono agli imprenditori brianzoli di mantenere aspettative positive anche se aumentano i sentimenti di prudenza. In linea con il dato nazionale del Centro Studi di Confindustria, anche in Brianza la ripresa non si traduce in aumento dell’occupazione. Le previsioni per il 2010 evidenziano che sono soprattutto le imprese minori, quelle fino a 10 dipendenti, così importanti per il nostro tessuto produttivo, a registrate le maggiori difficoltà sul fronte dell’occupazione. Questo a dimostrazione che la dimensione delle nostre imprese, spesso troppo piccole per competere efficacemente in un mercato ormai globalizzato, rappresenta una criticità da affrontare al più presto in tutte le sedi politiche ed istituzionali con coraggio, abbandonando le ideologie che hanno condizionato nel passato lo sviluppo di una moderna politica industriale.”
L’andamento economico dell’industria in Brianza (II trimestre 2010)
Produzione industriale
E’ dal quadro tendenziale che arrivano i risultati migliori, a sostegno della fase di ripresa. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, la variazione della produzione corretta per i giorni lavorativi raggiunge infatti +5,1% (era +2,3% nel 1° trimestre 2010). Positiva anche se meno brillante la dinamica congiunturale (destagionalizzata) della produzione industriale brianzola che, nel secondo trimestre di quest’anno si mantiene positiva, ma pressoché stabile, attestandosi a +0,8% (era +0,7% nel trimestre precedente). In linea con i risultati comunque incoraggianti della produzione è l’andamento del tasso di utilizzo degli impianti che, pur mantenendosi su bassi livelli, mostra un netto miglioramento, passando dal 55,5% del primo trimestre dell’anno in corso al 63,8% del secondo trimestre. Anche sul versante settoriale è il quadro tendenziale ad offrire i risultati migliori, a fronte di dati congiunturali che mostrano ancora diffusi segnali di incertezza. A livello dimensionale, sono le piccole e medie imprese a soffrire maggiormente: anche da questo punto di vista la produzione migliora rispetto ad un anno fa, ma è ancora critica rispetto al trimestre precedente.
Fatturato
A confermare la situazione di incertezza che ancora attraversa il sistema produttivo brianzolo è l’andamento del fatturato che, in linea con la produzione, si mantiene di segno positivo, ma in leggero rallentamento rispetto al trimestre precedente: la variazione congiunturale del fatturato totale, a prezzi correnti, destagionalizzato, si ferma infatti a +1,1% nel secondo trimestre 2010 (era +2,3% nel trimestre precedente), con la quota del fatturato estero sul totale che resta invariata (31%). In continuo miglioramento invece la variazione tendenziale del fatturato a prezzi correnti, corretta per i giorni lavorativi, che dopo un 2009 segnato da variazioni negative ha raggiunto nel secondo trimestre 2010 il +6,2%.
Ordini
Dagli ordini, indicatori che anticipano la dinamica della produzione e del fatturato, arrivano segnali incoraggianti per il futuro. Sia sul versante degli ordini interni che esteri il secondo trimestre 2010 registra andamenti positivi: la variazione tendenziale degli ordini totali (deflazionata e corretta per i giorni lavorativi) diventa positiva e si attesta a +7,5% (era -0,4% nel 1° trimestre 2010). Anche rispetto al trimestre precedente la situazione è incoraggiante: gli ordini totali continuano a crescere passando da +1,4% a +4,5%.
Il dato è in linea anche con l’andamento dei giorni di produzione assicurata per il prossimo trimestre che registra una crescita, passando da 30,5 a 43,6.
Occupazione
Nel trimestre in esame l’occupazione resta la variabile più critica, anche a causa del ritardo con cui il mercato del lavoro si adegua rispetto all’andamento della produzione. Il +0,5% del saldo tra tasso di ingresso e tasso di uscita dal mercato del lavoro evidenzia la situazione di stazionarietà sul piano occupazionale. In lieve miglioramento la Cassa integrazione guadagni, sia per quanto riguarda la percentuale di aziende che ne fanno ricorso (da 25,5% a 20,8%), sia per quanto riguarda la quota sul monte ore trimestrale (da 2,8% a 1,3%).
Aspettative
Caute le previsioni degli imprenditori sull’andamento della produzione e della domanda per il prossimo trimestre: diminuisce, pur rimanendo positivo, il saldo tra gli imprenditori che si aspettano un aumento e coloro che prevedono una diminuzione della produzione (da 15,5% a 8,6%), così come quello degli imprenditori che si aspettano un incremento della domanda estera (da 21,5% a 15,1%); stabili le previsioni sull’andamento della domanda interna con un saldo pari all’1%.
Statica la situazione dell’occupazione, che attende il consolidamento del dato sulla produzione che già mostra, seppur lievi, segnali di ripresa.
Fonte: Camera di commercio di Monza e Brianza
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